Sulla democrazia del formato quadrato

Io penso che il formato quadrato, come ad esempio il ``sei per sei'', sia il più affascinante e democratico. Penso che una foto quadrata risulti intrinsecamente più ricca per il cervello umano, rispetto al caso di una foto di uguale area (ad es. 4x9). Essendo quadrata, il nostro cervello non è distratto dalle disparità, e può immergersi nella foto con più serenità. Io penso che il cervello umano sia sempre distratto, consciamente o inconsciamente, dalle disparità che i sensi colgono. A giustificazione di ciò, avanzo l'idea che il concetto di ``confronto'' è cablato (hard-wired) nel cervello umano. Esso poi si può manifestare in svariati modi, ma in genere questa manifestazione avviene con comportamenti odiosi. Questa, a mio personale sentimento, è una caratteristica piuttosto insopportabile degli esseri umani. E' senza dubbio insopportabile, perchè il confronto è spesso seguito da un ``giudizio''. L'atto di confrontare, che può avvenire a seguito dell'osservazione di elementi dispari, non dovrebbe invece innescare a priori l'atto del ``giudizio'', che è un'attività intellettuale per sua natura estremamente difficile e perigliosa, in quanto richiede conoscenza, studio, approfondimento, rigore, bontà d'animo. Invece, gli esseri umani, ed in particolar modo una delle più piccole, chiuse, squallide sotto-specie di tale razza, ossia gli italiani, ed in particolare i milanesi italiani, si sentono sempre (ossia ogni volta che ne hanno l'occasione) nella possibilità di esprimere un giudizio. Nel corso dei secoli i loro cervelli si sono deformati al punto che le due attività oggi avvengono quasi sempre insieme, in una perversa simbiosi.

Oggigiorno, la deformità assunta dalle menti delle persone facenti parte della società italiana, che da sempre mi ha circondato, sta assumendo le dimensioni di un cancro inestirpabile. La situazione è aggravata dai miglioramenti tecnologici che si sono diffusi nell'ultimo decennio nelle case dei benestanti, in particolare l'accesso alla rete denominata ``internet''. La facilità di tale accesso ha reso possibile l'indiscriminata diffusione della deformità di cui sopra. Paradossalmente, con questo ragionamento sono portato a concludere che l'unica salvezza possa venire da chi non è stato toccato da questa innovazione, ossia i poveri.

Nonostante la mia appartenenza a tale società, e nonostante l'uso e la cura ossessiva che ripongo nei riguardi del mio computer, mi sento in grado di affermare che il ``confronto'' rende più difficile il fluire delle emozioni positive all'interno del cervello stesso. In altre parole ciò è un esempio del fatto che il cervello è una macchina costruita in modo illogico, dotata di meccanismi in grado di bloccarne altri che migliorerebbero il suo funzionamento. L'illogicità della costruzione non impedisce la determinazione della necessità della logica (il fine ultimo, o anelito dell'infinito). L'infinito intrecciarsi delle conseguenze ha sconvolto la stabilità del sistema.

Estendendo tale ragionamento potrei facilmente dimostrare che le foto rettangolari sono nocive al cervello umano.

Concludendo, in questo modo io sostengo che la foto, grazie al formato quadrato, acquisisce ricchezza, eleganza, sensualità. Nel mio caso, dall'osservazione di una foto in formato quadrato il mio cervello acquisisce un godimento ulteriore dato dal fascino irrazionale che tale forma esercita su di me. Si obietterà che tale fascino potrebbe distrarre il mio cervello dalla foto, contraddicendo una delle affermazioni precedenti. Tuttavia, questa obiezione non corrisponde a verità.

History:
v. 0.2 - Sun, 15 Dec 2002; prima stesura completa
v. 0.1 - Fri, 26 Jul 2002 14:41:18 +0200; prima bozza.

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