OmniGraffle is art

Tesi

Ritengo che la costruzione di software sia o possa essere una forma d'arte. Non intendo portare dimostrazione a tale affermazione, nè mi dilungherò sulle sue motivazioni, perchè essa non è l'oggetto principale di questo discorso. Mi limiterò a parlare di un alto esempio di questa supposta arte: OmniGraffle, della Omni Group. Cercherò di convincere il lettore che OmniGraffle è un'opera d'arte. In particolare, parlerò della versione 3.1.2.

Dimostrazione

OmniGraffle è un software per la manipolazione e rappresentazione visuale di astrazioni. Non è un mero "tool", come può essere una tavolozza di colori per un pittore, o una penna per uno scrittore: esso è certamente tale, uno strumento, ma ciò è solo l'aspetto più superficiale del suo essere. Infatti, come tutte le opere d'arte, si presta a molte interpretazioni, molteplici usi e molti scopi, tra cui l'introspezione e la comprensione emotiva di aspetti dell'esistenza. Faccio un esempio e una analogia. Con Omnigraffle avviene, a mio avviso, un procedimento simile a quello dato dall'ascolto di un brano musicale. La musica, veicolo di emozioni, afferra e rapisce l'individuo, lo rende vivo, e lo eleva, e attraverso la passione e le emozioni permette di capire particolari dell'esistenza che altrimenti non si potrebbe affatto percepire. La musica cambia il corso della vita, perchè l'individuo non può fare altro che accettare la sua bellezza e il suo significato e relazionarlo logicamente al proprio stato di cose. Tutto ciò avviene in modo automatico. Come affermato poco sopra, con OmniGraffle avviene un procedimento che in astratto è identico. Cambiano i parametri e il contesto. Per esempio, mi trovo spesso ad usare OmniGraffle senza un motivo apparente. Semplicemente, ne sento il bisogno. Come sento il bisogno di ascoltare il brano musicale X, a volte. Continuo l'uso di OmniGraffle per ore, perdendo il senso del tempo. Sono ore bellissime, qualsiasi cosa faccia con esso. Sono bellissime sul momento, e in genere trovo bellissimo anche il ricordo di quelle ore. In altre parole, trovo bellissimo l'uso di OmniGraffle per svariati motivi: anzitutto, perchè tutto sembra miracolosamente essere dove è giusto che sia. Sembra che la struttura alla base di OmniGraffle sia connessa con la mia mente - modesto organo moderatamente razionale - e anzi, penso che tale struttura si connetta con facilità a menti moderatamente razionali, alla maniera di un'estensione virtuale. Non ho mai perso tempo a leggere manuali. Ciononostante, ho scoperto moltissime nuove feature semplicemente provando, immaginando sulla base di una intuizione e nulla più che si potesse fare in un modo, e così era. Si può spesso fare. Ciò provoca fanciullesca felicità quando avviene.

Soprattutto, è bello usare OmniGraffle perchè facilita la comprensione delle cose. Capita, e sarà capitato ad alcuni, che a volte non si hanno chiari alcuni aspetti della propria esistenza: a volte, decido di mettere su un disco degli Spectrum o un CD di Sachiko M, a seconda della voglia. Ma da qualche mese, ho una possibilità in più: il suo nome è OmniGraffle, ed ai miei occhi è una alternativa astrattamente identica. Decidere uno o l'altro, è una semplice questione di voglie momentanee. "Ma no, carichiamo OmniGraffle. Ok." Il suo uso spesso mi fa capire determinate cose, che indirettamente risolvono altre cose; oppure il suo uso sul momento non mi fa capire un bel cazzo di niente assoluto, ma mi distende e rilassa i nervi con grande dolcezza. C'è una qualità particolare lì dentro, un senso di fluidità. Una magia liquida, ed interagibile (essendo software).

Una cosa sublime che si prova usando OmniGraffle è l'uso dello spazio. I caratteri e i disegni iconici sono piccoli ma estremamemente leggibili per via della loro dislocazione spaziale. Poi ci sono alcuni elementi che emergono con i colori acquosi, ed essi sono pastosi e grossi, e creano un contrasto molto.... bello. Non so come dire. Sì, slider, e slider circolari, checkbox, dockable floaters. E' bello cliccarli aprire chiudere muovere creare, nella loro differenza, e intando fabbricare cose. I floating menu si chiudono e si aprono automaticamente, senza mai debordare dallo schermo, e senza mai chiudersi completamente: invece, essi utilizzano e ottimizzano tutto lo spazio in verticale sulla sinistra dello schermo che a loro è dato. Faccio presente che i menu a scomparsa sono 14 (QUATTORDICI), non 4 o 5. Quattordici. Servono tutti, tutti indispensabili. Io ho già i miei favoriti, che sono Shadow, Stroke, Fill, Geometry (meraviglioso!), e Lines, anche. Non ho ancora ben chiaro "Selection & Style", ma ogni tanto lo apro lo stesso giusto per vederlo, perchè è bello. Allora, dicevo che lo spazio si auto-ottimizza, nel senso che io compio estremamente di rado l'operazione di "Chiudere un floater-menu", perchè è inutile. E' inutile sia concettualmente (la chiusura di un menu non comporta nessun beneficio, se non liberare spazio, ma in questo caso è raro che mi serva lo spazio dello schermo in basso a sinistra), ed è inutile sia come atto pratico, perchè è noioso chiudere esplicitamente un menu per aprirne un altro. Così, in OmniGraffle l'utente i menu li apre soltanto, e non li chiude mai. Si chiudono da soli, quando serve. Inoltre, la loro dimensione orizzontale è modesta e non invasiva. Tutti questi fatti sono fondamentali per un utente con un piccolo schermo 12 pollici.

In mezzo, il foglio bianco candido, come in TextEdit. A sinistra qualche altro floater, a seconda dei casi. I menu nella menu-bar, non li uso quasi mai. Ma c'è un sacco di roba anche là. Tuttavia è noioso andare sui menu. Son sempre uguali. E poi non serve.

Faccio osservare che queste sono opinioni assolutamente soggettive, per la maggior parte. Ma appunto, stiamo parlando di musica, di arte, e l'arte così è.

Per concludere questo mio smodato discorso, vorrei cercare di delineare il significato di OmniGraffle. Come dicevo all'inizio, ritengo che esso sia da cercare nella manipolazione di astrazioni. Certamente, si può usare OmniGraffle per creare schemi e diagrammi, come viene descritto (pragmaticamente) sul sito. Il fatto è che l'oggetto che si manovra con OmniGraffle non è un rettangolo o uno schema qualsiasi, ma una parte del proprio io. Anche quando si inizia con uno scopo ben preciso l'uso di OmniGraffle, trovo che si finisce sempre con qualcosa di più, con qualcosa che prima non si era minimamente pensato, con un oggetto vivo che ti parla e vorrebbe essere esteso, decorato, affilato, modificato, mosso, ingrandito e rimpicciolito allo stesso tempo. Un oggetto "vivo", nel senso che esso può essere la sorgente di un'altra e successiva esplorazione: l'inizio possibile di un processo di astrazione da esso, verso la formulazione di un concetto che racchiude l'oggetto di partenza. E si comprende benissimo, subito, che sarebbe facile lasciarsi trascinare nel vortice di nuovo, forse perdersi in esso, ma essere assai felici lì dentro, elevati.

History of Changes:
v1.1 - Minor changes, HTML adaptation. (4 Jan. 2004)
v1.0 - initial version. (22 Dec. 2004)

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Last modified: 4-Jan-05 2:11 PM PST-0800
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