Elogio di TextEdit
Con questa pagina intendiamo affermare la genialità dell'applicazione software chiamata ``TextEdit''. Si può usufruire e godere sommamente di tale applicazione con un computer Apple Macintosh con sistema operativo Mac OS X (``ten''): esso è necessariamente richiesto.
L'applicazione TextEdit è stata concepita in California presso la Apple Computer, Inc., con data di copyright © 1995-2001. Noi crediamo fermamente che solo con estrema, violenta ed insopportabile fatica una mente umana possa ragionevolmente pensare che sia mai esistita un'attività di pensiero volta alla produzione di software che sia risultata più eccezionale e perfetta di quella che ha portato alla progettazione di TextEdit. E noi siamo immensamente e profondissimamente grati agli esemplari della specie umana che si sono resi responsabili di tale opera. Essi sono od erano impiegati della Apple Computer corporation. Siamo grati agli schemi mentali che sottendono i meccanismi del nostro prediletto ``word processor'', orribile locuzione che offende il sublime incessantemente espresso da TextEdit portandolo al livello di brutturie della peggior specie, come il blasfemo M$Word, la Bestia Immonda che ottunde ed offende le menti di milioni di inconsapevoli utenti, seducendole con inutili quisquilie paragonabili (per analogia) a: i frivoli discorsi tra dipendenti di una qualsiasi banca di Milano; le avance di colei o colui che si prostituisce, in modo fisico e/o mentale, con il cliente; le parole inarrestabili del manager, con le quali egli, carico d'arroganza, cerca di accaparrarsi i servigi dell'esperto ed innocente sviluppatore; la preoccupazione del citato manager, quando si impegna con tutto se stesso per cercare di rendere accettabile al developer il minimo compenso consentito dalla legge, senza sapere che allo sviluppatore non interessano affatto i soldi, ma piuttosto la struttura delle menti dei suoi futuri colleghi, la logica dei suoi futuri tool di sviluppo, l'eleganza architetturale dell'applicativo o progetto su cui andrà a lavorare. In particolare, noi sentiamo di affermare che TextEdit sussume la logica che guida l'hacker.
Siamo soprattutto grati agli sviluppatori di TextEdit per la possibilità che ci viene data, attraverso l'uso di TextEdit, di dare forma ai nostri pensieri, e agli oggetti che nascono nella mente, e alle parole che sgorgano dal nostro cuore e devono essere necessariamente scritte, dette, modificate, ristrutturate su un foglio di carta elettronico. Siamo felici di poter dare, qualora ne sentissimo bisogno, sempre nuove forme alle idee espresse con il nostro linguaggio naturale, una forma che grazie a TextEdit ci soddisferà sempre, e sempre coinciderà con i nostri più intimi desideri. Ci crogioliamo nel piacere più sublime quando vediamo i nostri pensieri visualizzati secondo una forma niente meno che deliziosa, assolutamente ideale, perfetta poichè essa è LA forma che noi intendavamo dare prima di vederla visualizzata sul foglio di TextEdit e rappresentata con simboli sullo schermo luminoso; una forma che avevamo concepito come pura astrazione, e che ora è sempre manifestabile, realizzabile, ``accadibile'', e seducente sia al di là dello schermo luminoso, sia in una sua materializzazione cartacea. Godiamo nel constatare che l'eccezionale TextEdit, nella vivibilità delle strutture logiche e dei pattern con cui è costruito, è un oggetto sommo ed unico, per sua natura destinato all'immortalità. L'ipotesi necessaria a tale godimento è sentire il proprio cuore riempirsi di tranquillità dopo il login in OS X; è ascoltare la musica dell'interfaccia, con cui noi sempre abbiamo cercato di comunicare ogni volta che sentivamo il bisogno di riflettere e di creare; è la delizia di osservare le icone disegnarsi sullo schermo in tutto il loro eccessivo, raffinato dettaglio: è il piacere di ``guidare per il solo piacere di farlo'', comprensibile solo da chi si ciba da decenni dei meccanismi e delle astrazioni tipiche dalla Mela, sia nei termini della professione, sia in quelli del sogno, sia nei termini della lussuria grafica che è propria di Mac OS X e, decenni prima, dei cubi NeXT.
Come logica conseguenza noi traiamo un enorme piacere nell'aprire la nostra applicazione prediletta e trovare di fronte a noi, in una frazione di secondo, il candido foglio - vien da dire `di carta', tanto è `senza cuciture' l'astrazione con cui TextEdit si dice - il candido e puro foglio, che prontamente ed automaticamente si apre e si dispone nel modo più appropriato in fronte a noi, pronto a memorizzare i pensieri che esprimeremo con frasi e parole. E tale foglio è ovviamente candido e puro, perchè candido e puro deve essere il supporto entro il quale andremo ad edificare l'oggetto del nostro pensare ed agire, ossia la scrittura. Solo se esso sarà privo di qualsivoglia elemento grafico, sia esso un pulsante per giustificare il testo o un menu a tendina per cambiare il font o il livello di zoom, avremo la migliore possibilità in assoluto di memorizzare in una forma riproducibile i pensieri che si producono incessantemente nella nostra mente, pensieri che, per dirla con Bernhard, noi abbiamo assoluto bisogno di fare uscire, per liberarci definitivamente di loro e non morire soffocati dalla loro stretta mortale. Infatti, qualora fossero presenti anche i seppur minimi elementi grafici - eccettuati, ovviamente, i pulsanti per pilotare la finestra stessa - attorno al candido foglio vuoto che aspetta con compostezza e mirabile discrezione di essere riempito, allora noi risulteremmo immediatamente e irrimediabilmente colpiti dalla più mortale delle fonti di distrazione: gli oggetti inutili, fonte di rabbia e indignazione, causa di inevitabile perdizione. E allora, noi saremmo così perduti. Per nostra fortuna, TextEdit ci salva da tale perdizione, fornendo uno strumento rigoroso e di sublime efficacia. Ciononostante - si noti la meravigliosa gentilezza! -, il rigore di TextEdit può essere addolcito, qualora l'utente lo desideri; perchè TextEdit non impone: suggerisce di concentrarsi su l'oggetto dello scrivere, piuttosto che sulla sua presentazione, ma allo stesso tempo capisce la natura umana, fatta anche di apparenza, follia, vanità, e intuizione. E di tale comprensione fa tesoro, umilmente, fornendo una sommaria lista di funzionalità di formattazione. Tale lista non danneggia la fruizione "pura" di TextEdit, che abbiamo descritto in precedenza: essa resta nascosta senza invadere lo sguardo dell'utente alla maniera della Bestia, perchè è consapevole di quanto la sua vanità sia effimera; ma è tuttavia anche pronta a concedersi all'utente qualora lui - ah, folle! - la desideri. Si potrà capire, quindi, come ci risulti assolutamente indispensabile e ovvio l'utilizzo di TextEdit, il programma che quì veneriamo e raccomandiamo in quanto unica costruzione perfetta nella storia dei dispositivi atti a supportare lo scrivere.
Abbiamo dimostrato come TextEdit non sia capace di distrarre, ma è nostro dovere fare notare che Egli è ancor meno capace di distruggere, corrompere o far svanire l'oggetto del nostro agire. TextEdit è un oggetto computazionale stabile: e ci vien da dire, assecondando la nostra arroganza, dietro cui però si cammuffa l'amore più forte e sincero, ci vien da dire che TextEdit è l'oggetto computazionale più stabile mai creato. Esso non crolla mai (!), non collassa nè è mai collassato su se stesso, in nessun mondo o universo, mai, perchè secondo noi è consapevole, nella maniera in cui i suoi creatori gli hanno dato modo di essere, egli è consapevole che la sola possibilità di perdere la transcodifica dei pensieri della mente dell'utente è un evento inaccettabile, fuori dalla logica che lui si impone. All'utente di TextEdit risulta evidente che l'applicazione TextEdit non può incappare in un crash: il modo in cui TextEdit si dà esclude e rende inconcludente questo pensiero. Per ragioni analoghe si rende altrettanto evidente la maestria con cui l'applicazione TextEdit si integra all'interno dell'entità che gli fornisce l'ambiente di esecuzione: il sistema Mac OS X. Sfruttando tale arte TextEdit riesce ad integrarsi con i ``Servizi'' resi disponibili dalle applicazioni che condividono lo stesso ambiente e la stessa sessione. E noi non possiamo non sentire ed attentamente ascoltare la deliziosa sinfonia delle loro strutture, insieme alla rigorosa polifonia delle voci, degli strumenti, degli oggetti e dei loro messaggi. E in tutto il pieno d'orchestra, a noi sembra comunque di udire la voce magica di TextEdit risuonare profonda nel coro, in tutta la sua semplicità ed immediatezza.
Persino leggere le note con cui il programma si introduce, procura alle nostre menti un piacere talmente squisito che sentiamo il bisogno di riportarle così come a noi appaiono:
Features Edit rich or plain text Drag & drop text, graphics, and attachments Open/save RTF, Unicode(tm), and plain text files Import SimpleText and HTML files
Mai note di un applicativo software furono tanto sintetiche, esplicative ed esaurienti di queste! Oh, quale poesia perfetta ci è dato di ascoltare! Chi siamo noi per meritarci una tale logica dolcezza ? Come conseguenza ci sembra necessario riportare la versione del compilato da cui tali note sono tratte:
1.1 (v174).
Questo è TextEdit! Lo strumento per scrivere! Utenti, sistemisti, sviluppatori, artisti, uomini e donne di ogni età, chiunque dovrebbe avere il privilegio di interagire con il meraviglioso strumento di educazione ed espressione linguistica chiamato TextEdit. E sia bene accolta la richiesta di installazione del sistema Mac OS X, unica piattaforma in cui TextEdit possa essere eseguito! La suddetta installazione sarebbe infatti pienamente giustificata, anche al solo scopo di usare TextEdit e niente altro. Infatti, noi crediamo fermamente che sia non solo comprensibile ma doveroso acquistare il sistema operativo Mac OS X (e un computer atto a supportarlo) esclusivamente per poter usufruire di questa eccezionale applicazione. Come risultato di tale atto e attraverso l'uso quotidiano di TextEdit l'utente si troverà a migliorare le sue facoltà di articolazione del linguaggio, oltre che a passare giornate assai piacevoli in compagnia del suo incrollabile Mac (Unix-based, Cocoa-driven, deli-aqualicious). Sarà un'esperienza sconvolgente, risultato di una trance aliena: l'utente si sentirà parte di qualcosa di sublime, ma allo stesso tempo pragmatico; logico, ma allo stesso tempo umorale. Mac OS X è talmente divino che viene censurato dalla massa informe ed abbrutita che lo circonda: codesta è la massa di cui si nutre la Bestia immonda che vive negli oscuri dintorni di Redmond, WA, sfruttando rozzamente ed esasperando la brutturia in cui la suddetta massa umana vive e cresce, riempiendo le strade del mondo, sempre piena di sé e dei suoi squallidi problemi. Noi vogliamo invece dire che TextEdit è una via di fuga; Mac OS X, il sentiero da prendere.
Come chiosa finale, postuliamo che TextEdit è una naturale parafrasi di un cubo disteso su due dimensioni; in TextEdit, vivono le stesse strutture mentali, gli stessi concetti. In esso, l'utente può vivere.
E' in questo modo e con questi ragionamenti che esprimiamo il nostro elogio verso l'oggetto computazionale denominato TextEdit, prodotto e sviluppato dalle persone della Apple Computer incorporated. Insieme a tale elogio, ed attraverso di esso, desideriamo unire ed urlare il nostro incontestabile Proclama di Assoluta Superiorità, assegnato a TextEdit nei confronti di qualsiasi altro oggetto computazionale o dispositivo con funzionalità "similari", ben consci dell'uso inappropriato dell'aggettivo "similari".
Ettore Pasquini, ottobre 2002
--con l'ispirazione di lor@fuckwindows.com