Genius thinking from Venezuela: Move the United Nations headquarters out of the US. Makes sense, after all the US are dividing the World. At least certain countries’ (like Iran) UN delegations will not be denied visas anymore. Besides, I like Brazil.
| digg story
Chavez: UN headquarters out of US
Hymn: sproteggere la musica (eh?)
Chi compra musica sull’iTunes Music Store può darsi una liberata e togliere la protezione AAC, sentire la propria musica su Linux, su qualsiasi non-iPod, su più di 5 computer, con la possibilita’ di fare il back-up e convertire il file in altri formati. E vaffanculo.
blog improv
Blogging is a non-artistic improvisational act.
Telecom share(d) action
Mi viene quasi voglia di comprare azioni Telecom. Comprare azioni con la prospettiva di licenziare il consiglio d’amministrazione… ha senso, no?
Recenti aggiornamenti
- WordPress 2.0.4 (motivo principale: poter usare Akismet, che sembra funzionare alla grande, per ora la spam-invasione in atto da un anno a questa parte sembra sotto controllo)
- streamlining del template principale
- nuovo nome
- rimpiazzato tutti i feed con feedburner ![]()
Buy gas at Citgo => help Venezuela
Buy-cott Bush foreign policy: fill your tank at Citgo, a wholly owned subsidiary of Venezuela’s state-owned (
) oil company. Support a real democracy and help Chávez provide health-care and food for all Venezuelans. [Source: Common Dreams]
Ryoji Ikeda live: datamatics
(photos (c) by wilbertbaan, from a performance in Amsterdam, 2006)
Trascrivo questa recensione che avevo scritto per linjat qualche tempo fa (11 agosto).
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Alcune impressioni a caldo sulla performance di Ikeda al Recombinant Media Lab di San Francisco (che risiede allo stesso indirizzo della Asphodel), tenutosi poche ore fa.
Il locale e’ bello. Sala spartana, capacita’ un centinaio di persone sedute. Un grande schermo centrale di fronte al pubblico, due minacciosi speaker ai lati dello schermo e altri ai lati della sala, vicinissimo alle persone. Prima dell’inizio della performance, ci viene detto che sono disponibili tappi per le orecchie al di fuori della sala.
Si inizia. Buio totale. La intro e’ un pezzo di elettronica violenta con un ritmo molto marcato, e pertanto in qualche modo prevedibile. Suoni di basso sinusoidale con attacchi pesantissimi e un “click” marcatissimo. Il volume e’ alto da scuotere le membra ed il pavimento, ed i pattern ritmici si intrecciano in fretta, complicandosi con click di sapore elettrostatico (tale e’ la loro forza) che sembrano dover distruggere l’impianto. E’ buio pesto per tutta la durata del brano, e la mia sensazione e’ che l’impianto stia per esplodermi in faccia. (more…)

