Coca~Cola Wars in India

As I mentioned earlier (in Italian), the People are fucking fighting in India. Against the Coca-Cola company, who is draining aquifers and polluting the environment, amongst other things. It is relentless toward the screams of pain coming from Mother Earth, who’s unable to sustain the pace and the voracity of the human corporation.

The people are frustrated because they have no water. Yet, they got Coke (!). A year and a half ago, they were able to bar a Coke plant from opening. Just like your regular Global Bully would do, the Coke Company sued them. They fight, rally after rally, because…. there’s no more water! What else can you do?

One of India most famous photographers, Sharad Haksar, made a really beautiful photo exposing this situation with a single, eloquent image, and then showed it to the pPeople of Chennai (a big Indian city):

www.indiaresource.org/news/2005/1077.html

The Coke Company sued the photographer.

It is sad and cruel like a torture, to see a human entity persevering in its own little fucked-up game, when everyone around is crying and screaming. It is just sad and cruel.

www.indiaresource.org/campaigns/coke/2005/gangaikondan.html

Take action.

20050930 0040 Friday # reported by ep # Filed under:

Coca-Cola Wars

Il post sull’acqua del blog di Beppe Grillo, mi fa pensare ad eventi che stanno avvenendo in India. La Coca-Cola company sta da anni prosciugando le risorse idriche di alcune zone rurali del paese, al punto che i cittadini, inferociti, si stanno organizzando spontaneamente in lotte contro l’apertura di nuove centrali. Le “Coke plant” sono talmente diffuse e voraci da aver ridotto intere zone allo stremo.

In un caso, un anno e mezzo fa, la frustrazione derivata da queste pratiche e’ riuscita ad impedire l’apertura di un’ennesima fabbrica. Ovviamente, la Coca-Cola ha fatto causa per la riapertura della distilleria, con un comportamento che per me e’ solo crudelta’.

C’e’ il paradosso che queste zone dell’India sono senza acqua ma hanno la fottuta Coca Cola!! (e un casino di inquinamento in piu’).

Uno dei maggiori fotografi indiani ha evidenziato questa situazione con una bellissima foto, esposta in una delle zone piu’ trafficate di Chennai. Potete vederla qui:

www.indiaresource.org/news/2005/1077.html

o sul suo sito:

www.sharadhaksar.com

Ovviamente, la Coca Cola ha risposto come un bullo globale, ossia minacciando il fotografo con una querela milionaria.

La situazione e’ drammatica, i cittadini esasperati, la polizia li malmena, e la Coca-Cola prospera.

www.indiaresource.org/campaigns/coke/2005/gangaikondan.html

20050929 2255 Thursday # reported by ep # Filed under:

Mini-Corp

Il geniale autore di Mini-Microsoft e’ un impiegato M$ molto critico verso il suo employer (“a passionless, process-ridden, lumbering idiot” :-D ) e sul suo blog ci scrivono un sacco di ingegneri (probabilmente quelli bravi) frustrati.

Microsoft Announces Major Reorganization, Sept. 20, 2005

www.businessweek.com/magazine/content/05_39/b3952001.htm

images.businessweek.com/mz/05/39/0539_99covsto.gif

Un amico che ci lavora conferma le voci di perpetua riorganizzazione, insieme ai macelli in atto nello sviluppo di Vista. La M$ ha 60000+ dipendenti, una dozzina di centri di sviluppo in Cina, USA, Irlanda, e chi sa dove. La Oracle ne aveva 45000 l’anno scorso (mi sembra). Cifre assurde.

Forse e’ davvero la fine di M$. E’ un po’ di tempo che lo sento in giro. A me piace fantasticare che non sia solo la fine di M$, ma anche delle gigantesche corporation del software, dove per fare un check-in devi chiedere l’autorizzazione, pregare che i check-in degli altri non rompano il tuo codice, e accettare il fatto che qualcuno, da qualche parte del mondo, faccia violenza alle costruzioni astratte che avevi progettato con cura. (Alla O. ’ste cose mi succedevano; a Milano erano all’ordine del giorno.)

Secondo me ’ste corporation non hanno piu’ senso al giorno d’oggi. Una piccola azienda, con un piccolo team, puo’ fare un sacco di cose se (1) assume gente con passione, e (2) mantiene poca burocrazia, ossia si mantiente piccola. Ma e’ Storia Vecchia.

Oggi in piu’ ci sono tecnologie come Cocoa, Python, Ruby, eccellenti framework testati, supportati, e qualche volta pure liberi, e ci sono ottimi tool di sviluppo che rendono la vita dello sviluppatore molto piu’ facile. Non ha mai avuto senso lavorare per una mega-corporazione, ma oggi non ha proprio nessun beneficio.

20050923 0152 Friday # reported by ep # Filed under:

Foie Gras

Vorrei elaborare alcuni pensieri stimolati dall’interessante articolo di Luca Mori. Sono per certi versi d’accordo con quanto affermato, ma con alcuni importanti distinguo.

In primo luogo, i gravi episodi di sciacallaggio sono secondo me stati gonfiati dai media, e molto probabilmente proprio da quelli americani. I mass media statunitensi sono forse il vero cancro per questo paese, e la causa dimostrata di innumerevoli disgrazie. Non sono d’accordo col dire che solo negli USA ci sono episodi di sciacallaggio. Ricordo che avvennero durante il terremoto in Irpinia, per esempio. Non cosi’ gravi, certo. Ma il fatto e’ che ci sono sempre stati, fin dai tempi del saccheggio del forno nei Promessi Sposi!

Bisogna poi fare altre distinzioni. Un conto e’ rubare la Playstation dal negozio allagato (a che cazzo servira’, poi, tutta bagnata), un conto e’ rubare del cibo da un negozio distrutto. Quest’ultimo caso non e’ sciacallaggio, e’ sopravvivenza. L’uomo e’ un animale: se deve uccidere o rubare per sopravvivere, lo fa, e’ nella sua natura. Lo ha sempre fatto, ovunque. Guarda Berlusconi: potrebbe farsi i cazzi suoi e vivere di rendita, e invece rompe i coglioni all’intera Europa.

Altro discorso ancora e’ spararsi e scannarsi a vicenda. Gli orribili (e veri!) episodi dei delinquenti che sparano ai soccorsi, non sono cose che l’americano medio fa. Quella e’ opera di delinquenti, di gang. Una persona che fa parte di una gang, cosa crediamo che faccia in assenza di autorita’? Gia’ spara e uccide in presenza di autorita’, figuriamoci senza!

Ora il punto che forse mi sta piu’ a cuore. Gli americani, parlo per esperienza diretta, sono persone che si aiutano moltissimo a vicenda. E’ vero che ci sono le gang, e un numero folle di omicidi, ed e’ vero che c’e’ un criminale al governo, e che ci sono i ghetti dove rischi di prendere le botte, ma la persona “media” (orrida locuzione) e’ disponibile e gentile. Lo spirito di “essere tutti nella stessa barca” e’ davvero molto forte. Io stesso sono stato sorpreso di vederlo, perche’ l’immagine che appare dall’estero e dalla stessa TV interna e’ un altra, e’ quella del “tutti contro tutti, ognuno per se, e vaffanculo.”. Non e’ cosi’. Per favore, smettiamo di credere a quello che ci racconta la TV, o meglio crediamoci pure, ma allo stesso tempo dubitiamone, andiamo oltre le cazzate di quei fantocci della CNN, di Mentana, di Mediaset.

Mi uccide sapere che un intero popolo (chiunque esso sia) venga giudicato in base all’operato di pochi.

Luca parla anche della assenza di cultura. E’ vero che la storia americana e’ una storia fatta di crudelta’, ma in primo luogo essa e’ la crudelta’ europea, la crudelta’ selvaggia degli Spagnoli che hanno sterminato gli Indios, i Maya, gli Aztechi, la crudelta’ dei Tedeschi e degli Inglesi (i primi immigrati), e’ la crudelta’ dell’Uomo Bianco. L’”intensa ed appassionante storia” europea e’ una storia anch’essa crudele. Noi Italiani siamo molto fieri del nostro “colto” passato, ma non e’ stato tutto rose e fiori. I Romani sterminarono dozzine di popolazioni per costruire la loro grandiosa cultura. Il fatto e’ che (1) e’ passato tantissimo tempo e (2) le opere dei Romani erano effettivamente belle, innovative, avanzate. In questo modo e’ piu’ facile dimenticarsi del prezzo in sangue che e’ stato pagato. Ne e’ valsa la pena?

Insomma, e’ estremamente difficile a mio avviso capire le dinamiche di un popolo. E’ difficile fare ordine nel mare di informazioni che sono disponibili e che ci vengono propinate a forza, come in un perpetuo foie gras.

I media televisivi fanno tutte queste distinzioni quando riportano le notizie? Ovviamente no, non ne hanno il tempo. Ecco perche’ e’ inutile, anzi dannoso, guardarli.

Ringrazio e saluto Luca Mori per avermi permesso di fare queste – probabilmente ovvie – riflessioni.

20050919 0132 Monday # reported by ep # Filed under: