La recensione del libro di Tim Ferriss “The 4-hour work week” sul Corriere della Sera è un esempio di pressapochismo adolescenziale e miopia culturale. E’ davvero avvilente vedere un giornalista (Massimo Gaggi) che per criticare un libro riduce a macchietta il suo autore, trentenne di successo che troppo stupido non sarà , irridendo e ridicolizzando le sue passioni così come le teorie del suo libro. E’ la solita irritazione per ciò che non si capisce o per ciò che si capisce ma non si vuole ammettere, secondo me tipica di molti itaGliani. Gli stessi che appena arrivati a San Francisco si scandalizzano perchè il cibo italiano è di scarsa qualità , o perchè al ristorante tailandese non servono il pane (giuro, è successo davvero).
L’italiano tipico è forte della sua assoluta eccellenza in ogni campo: dal cibo, allo stile di vita, alla cultura (e intendo tutto lo scibile umano), alla superiorità delle “nostre” scuole, all’arte, alla moda, al caffè fino alla bellezza della nostra lingua e dei nostri cazzi. Basta guardare i politici come Rutelli per avere un esempio. Ma per piacere.
L’Italia oggi è un paese la cui arte è morta da tempo, la ricerca è nulla, l’iniziativa personale scoraggiata e la maggioranza dei suoi cittadini vive fiera in un bieco provincialismo medioevale. Il Corriere è la voce di questa italica superiorità . Signor Gaggi, e Corrieri tutti, abbiate l’umiltà di ammettere che esistono altre modalità di pensiero, altri contesti e altre strategie di vita, ugualmente valide proprio come le vostre, se non di più.
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