Mini aziende
Ho appena scoperto (immagino in ritardo) un videogame estremamente divertente: Desktop Tower Defense. Scritto da Paul Breece e David Scott, il gioco ha avuto un successo estremo in poco tempo, al punto che ha spinto i creatori a licenziarsi (è una scelta logica) e a creare una mini azienda (che per ora credo abbia solo due impiegati, ossia loro stessi).
Ci sono altre piccole aziende dedite al “casual gaming”. Ad esempio la Kongregate, che ha molti più giochi come numero, e (mi sembra) sempre gratuiti in versione base. La Kongregate ha un modello di business piuttosto elaborato ma intelligente: vende le versioni “plus” dei suoi giochi, fa pubblicità (a tema, non troppo fastidiosa) sul sito, e infine condivide i profitti con gli sviluppatori dei giochi (!) che lavorano a contratto.
Ho letto che la pubblicità in ambito gaming non rende molto. Ciononostante, la Kongregate ha ottenuto 6 milioni di dollari da investitori (venture capital) in due round nel 2007, come riporta CrunchBase/TechCrunch, sito dedicato alle startup.
Il futuro del capitalismo, l’unico con un volto umano, è proprio questo secondo me. Mini aziende messe in piedi da pazzi, folli, appassionati: the crazy ones. (Se poi magari rimanessero umani, non guasterebbe.)
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